RES DIVINAE
THE POETRY OF THE EARTH
LA MACCHIA - CAPALBIO
dal 29 giugno al 30 Settembre 2019

 

La vita è il fuoco che brucia e il sole che dà luce.
La vita è il vento, la pioggia e il tuono nel cielo.
La vita è materia ed è terra,
ciò che è e ciò che non lo è,
e ciò che è oltre è nell’Eternità.

Lucio Anneo Seneca


 

Ho fortissimamente voluto Andrea Roggi qui da noi a La Macchia quest’ anno perché sentivo il bisogno di dare il via ad un progetto più nostro. Volevo che ci rappresentasse chi più ci fa sentire a casa e radicati in questo meraviglioso territorio. Non solo nel suo essere italiano e soprattutto toscano, ma esserlo in maniera molto sentita e sanguinea.

L’opera di Andrea Roggi ci riporta alla natura toscana, a simboli di vita come l’ulivo, il cipresso, il fuoco, l’amore e soprattutto all’immensa fragilità dell’equilibrio tra tutto questo. Lo fa attraverso la riscoperta di materiali antichi e intrinseci della nostra storia, come il marmo e il bronzo.

Il mio primo approccio all’opera di Andrea Roggi è stato attraverso i suoi ulivi e le figure intrecciate da cui fiorivano. Questo forte richiamo al mito di Apollo e Dafne, tanto amato da tutti noi, mi ha affascinata salvo poi scoprire quanto altro si racchiude nel pensiero di Roggi che è il frutto scaturito dall’amore per la terra, dalle forti radici di questo amore, per poi lasciare frusciare il vento tra le fragili foglie.

Il globo che, forte della sua sfera perfetta, cresce sulla sua crosta un tronco composto da due figure che insieme formano la vita. Su questa terra avvolgente e forte cresce l’amore, l’albero della vita.

Ma queste radici sono così salde? Sono veramente forti? Seguendo il percorso dell’artista troviamo delle sfere sempre più rovinate, più fragili, effimere. Le radici si scoprono e le troviamo in balìa degli eventi. Troviamo alberi della vita ancora forti, ma su sfere sempre più friabili e insicure, fino ad arrivare ad alberi sospesi senza sfere e sfere scarne e senza alberi.

Infine troviamo che le sfere diventano cerchi, quasi delle tracce leggere di matita che sembrano disegnarli, cerchi della vita ormai alleggeriti dal peso dell’uomo e dalle sue disfatte. In apparenza più semplici, in realtà più emotivi.
Il cerchio della vita per noi è un avvertimento o un augurio.

Andrea Roggi racconta la nostra storia e ci mette in guardia.

Isabella Borromeo

 

 

 

 

 

 

Os homini sublime dedit, coelumque tueri iussit et erectos ad sidera tollere vultus. 

Dette (il Creatore delle cose) all’uomo sublime il volto e gl’impose di contemplare il cielo e di innalzare lo sguardo diritto alle stelle.

 

Publio Ovidio Nasone, Le Metamorfosi, vol.I, 85-86

 

 

 

 

 


Dal 29 giugno al 30 settembre le sculture in bronzo dell’artista Andrea Roggi saranno esposte tra le incantevoli quinte paesaggistiche ed architettoniche del Circolo La Macchia di Capalbio all’interno di una mostra personale intitolata Res Divinae - The Poetry of the Earth (Divine Cose- La Poesia della Terra).

Il soggetto è particolarmente caro all’artista: con la sua sensibilità intensamente spirituale, filosofica e sentimentale nell’accezione più alta del termine, il Maestro Roggi rende tangibile l’Intangibile realizzando materialmente le sue idee creative attraverso una sofisticata manipolazione materica del suo elemento distintivo, il bronzo, come, altresì in linea con la maieutica michelangiolesca, del marmo.

Le opere suggestive del Maestro declinano il soffuso misticismo della sua poetica in forme archetipiche legate alle tematiche sacre per eccellenza: la Madre Terra, Dea della Natura e della Spiritualità, l’Albero della Vita, dall’emblematico tronco fitomorfico e le radici in risalto, la circolarità della Vita, la ciclicità del Tempo.

La Madre Terra con la sua sfericità è un motivo iconografico e simbolico da sempre prediletto dallo scultore toscano, poiché racchiude nel significante e nel significato la sua estetica e il suo manifesto artistico-intellettuale; Terra Mater appare essere ugualmente il titolo di un’opera monumentale in bronzo a forma di sfera-mondo realizzata con una tecnica particolare ideata e brevettata dal Roggi stesso, che dona una percezione materica e magmatica alla materia bronzea, sembrando essere attraversata da ataviche pulsioni ctonie e telluriche.

Altre opere monumentali, ascrivibili alla tematica dell’Albero della Vita, elemento vitale e rigoglioso della Terra Madre, sono dedicate all’Amore Salvifico (Il Nostro Amore Puro, Le Nostre Radici-il Nostro Futuro, Il Nostro Amore come una Fiamma). In dialogo atemporale con l’incontaminata natura circostante, caratterizzata dalla macchia mediterranea ed alberi di olivi, sono installate anche alcune opere dell’ultima produzione del Maestro (Il Tempo è un Cerchio e Terra Mater), che presentano una progressiva rarefazione stilistica sino a raggiungere l’astrazione formale in uno scorrere continuo tra figurazione e trans-figurazione.

L’artista toscano sceglie la sfera, il cerchio, il mondo come simbolo della Madre Terra insieme all’Albero – negli iconici elementi vegetali e paesaggistici toscani dell’olivo e del cipresso – con le radici evidenti ed i rami, per trasmettere la sua filosofia caratterizzata dal rispetto per la Natura, della memoria e delle tradizioni radicate alla nostra storia come al contempo la speranza della rinascita morale ed intellettuale dell’umanità grazie all’elevazione spirituale ottenuta dalla contemplazione estetica e dalla riflessione intellettuale.

In questo percorso espositivo così suggestivo, Andrea Roggi si rivela ancora una volta un assoluto virtuoso del bronzo: le sue raffinate strutture già ad un primo sguardo colpiscono per la sapienza della tecnica coniugata a soggetti oscillanti tra fremente classicismo ed astrazione in continuo omaggio alla sacralità della Natura e dell’Amore spirituale ed emotivo.

Marina Azzurra Lulli

 

 

 

 

La poesia della terra non è mai morta.

 

John Keats