TERRA MATER
EARTH and HEAVEN
LUCCA
Dal 20 Maggio al 30 Settembre 2019
Piazza dell’Anfiteatro, Real Collegio, Le Mura e Baluardo di San Frediano, proseguendo idealmente in "Piazzetta del Teatro" a Pietrasanta

 

“Divinità romana che si rivela chiaramente come il risultato dello sviluppo secondario, compiutosi in epoca storica e sotto l'influsso delle idee religiose greche, dell'antica dea Tellus.
Questa ha unicamente il carattere di divinità agraria, è cioè dea della vegetazione, della semina e delle messi, senza rapporto alcuno col culto dei morti. […]
Il concetto invece della Terra Mater si è formato a Roma solo più tardi.
Il passaggio da Tellus a Terra Mater attraverso Tellus mater non è sicuro, e certamente non sarebbe avvenuto senza influenze greche.
La Terra è ora in rapporto col culto dei morti, ed è considerata come una forza divina che ha in sé i germi della vita e della morte. […]
Essa non è, però, come la Gea greca, l'elemento femminile passivo in contrapposizione all'elemento attivo maschile del cielo (Urano) o del mare (Oceano); ma è il suolo nel suo duplice significato di campo delle messi e di luogo di sepoltura. […]
È certo, però, che l'antica dea Tellus è ormai divenuta Terra Mater e rappresenta la potenza generatrice del suolo, donde ha origine la vita delle piante e degli animali e la stessa esistenza degli uomini.”

Franca Parise Badoni

Enciclopedia dell’Arte Antica (1966)

 

Dal 20 maggio al 30 settembre le sculture in bronzo dell’artista Andrea Roggi saranno esposte tra le incantevoli quinte architettoniche della città di Lucca nel circuito della mostra personale diffusa intitolata Terra Mater- Earth and Heaven (Madre Terra- La Terra ed il Paradiso).

Il soggetto è particolarmente caro all’artista, con la sua sensibilità intimista ed onirica al contempo, intensamente spirituale, filosofica e sentimentale nell’accezione più alta del termine, il Maestro Roggi rende tangibile l’Intangibile realizzando materialmente le sue idee creative attraverso una sofisticata manipolazione materica del suo elemento distintivo, il bronzo, come – altresì in linea con la maieutica michelangiolesca – del marmo.

Le opere suggestive del Maestro declinano il soffuso misticismo della sua poetica in forme archetipiche legate alla tematica della Madre Terra (Terra Mater): simbolo della Grande Madre, della Materia primordiale, Dea della Natura e della Spiritualità, la fonte divina di ogni nascita che dà e sostiene la vita e che a Lei ritorna per rinascere come nei cicli della vegetazione.

Emblema della Fertilità nella sua immagine di natura rigogliosa e feconda, è considerata il Principio Femminile per eccellenza; la Grande Madre è una divinità femminile primordiale presente in quasi tutte le mitologie, rappresenta la Terra ed il Femminile inteso come mediatore tra l’Umano ed il Divino.

In tempi antichi, in società di stampo matriarcale, a carattere egualitario, ove si evidenziava un particolare rispetto verso la Madre Terra come simbolo della Grande Madre, le donne erano in virtù di ciò considerate e valorizzate nelle loro qualità più alte e il potere del Femminile era inteso non come dominio sull’uomo bensì come capacità di illuminare lo spirito dell’Umanità intera.
Illuminazione e Trasformazione virtuosa della Coscienza umana si manifestavano attraverso il potere spirituale emanato dal Femminile, che si rivelava non solo nella Conoscenza e nella Saggezza, ma soprattutto nel senso della Verità, dell’Amore e della Giustizia.

Queste qualità verranno in seguito attribuite alla Vergine Maria; la Dispensatrice della Nascita e la Madre Terra si fusero in perfetto sincretismo con la Madonna, la spiritualità antica della Grande Madre gradualmente si attenuò fino a scomparire come risultato dell’incontro-scontro tra culture diverse e del successivo affermarsi delle religioni patriarcali monoteiste con primato occidentale del credo giudaico-cristiano.

La Madre Terra è un motivo iconografico e simbolico da sempre prediletto dallo scultore toscano, poiché racchiude nel significante e nel significato la sua estetica e il suo manifesto artistico-intellettuale, in uno scorrere continuo tra figurazione e trans–figurazione.
Terra Mater appare essere il titolo ugualmente di un’opera monumentale in bronzo a forma di sfera-mondo realizzata con una tecnica particolare ideata e brevettata dal Roggi stesso, che dona una percezione materica, terrigna e magmatica alla materia bronzea, sembrando essere attraversata da ataviche pulsioni ctonie e telluriche.

Altre opere monumentali, ascrivibili alla tematica dell’Albero della Vita, elemento vitale e rigoglioso della Terra Madre, sono dedicate alla Fertilità, all’Amore che salva il Mondo, alle Radici del nostro Futuro, alla Memoria di un Istante.


Tra i fondamentali elementi esoterici della Terra compaiono infatti l’Albero ed i suoi rami.
L’Albero partecipa ai tre strati costituenti l’universo: il Mondo di Sotto con le radici che sprofondano nella Terra, il Mondo di Mezzo il cui tronco rappresenta il piano di superficie, il Mondo di Sopra quello degli Dei con i rami che si tendono verso i Cieli.

Legato alla concezione del Cosmo, l’Albero è immagine dell’ascesa verticale verso l’Alto; i suoi rami, nutriti dalla linfa che sale dalle radici, con i suoi frutti, possiedono ed espandono la forza vitale dell’albero stesso.
Come tale, l’iconografia dell’Albero è fondamentale e di grande importanza nelle civiltà antiche; esso assume in sé i concetti di saggezza, sacralità e potenza divina, oltre che mezzo di trasporto attraverso gli stati dell’Essere e del Cosmo.
Spesso nei miti nordici, il guerriero o l’eroe vengono paragonati ad un albero, a simboleggiare la nobiltà dell’essere; nelle tradizioni del Nord, così come in molte altre tradizioni antiche, la Conoscenza viene spesso trasmessa dall’elemento femminile a colui che supera le prove iniziatiche che gli vengono poste dinanzi.

Su scorci urbanistici particolarmente affascinanti, sono esposte anche alcune opere dell’ultima produzione del Maestro, Continuum (il Cerchio della Vita) ed il Tempo, che presentano una progressiva rarefazione stilistica sino a raggiungere l’astrazione formale, in cui si materializza de facto il passaggio tra una scultura figurativa ad una trans–figurativa.
L’artista di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, sceglie la sfera, il cerchio, il mondo come simbolo della Madre Terra insieme all’albero – negli iconici elementi vegetali e paesaggistici toscani dell’olivo e del cipresso – con le radici evidenti ed i rami, per trasmettere la sua filosofia caratterizzata dal rispetto per la Natura, della memoria e delle tradizioni radicate alla nostra storia come al contempo la speranza della rinascita morale ed intellettuale dell’umanità grazie all’elevazione spirituale ottenuta dalla contemplazione estetica e la riflessione intellettuale.

Le sculture sono realizzate in vari formati, da quello monumentale per le undici sculture posizionate lungo le Mura ed in luoghi cardinali del Centro Storico, sino a quelle di medie e piccole dimensioni per le opere presenti intorno ed all’interno dei locali presso il Baluardo di San Frediano, in cui vengono coniugati l’estro artistico ed il profondo lirismo dello scultore.

L’intero corpus delle opere selezionate per l’esposizione sono installate scenograficamente all’interno di un un percorso ideale che inizia dalle antiche Mura, il Baluardo di San Frediano, all’interno della “Casermetta” antistante – che diverrà per l’occasione della durata dell’esposizione The Circle of Life Temporary Gallery – in Piazza dell’Anfiteatro ed all’interno del chiostro del Real Collegio.

In quest’ultimo luogo è tenuto il vernissage il 12 giugno; la mostra continua virtualmente a Pietrasanta, nella Piazza del Teatro ed all’interno della galleria permanente dell’artista The Circle of Life Gallery-Pietrasanta.
In questo percorso espositivo così’ suggestivo, lo scultore toscano si rivela ancora una volta un assoluto virtuoso del bronzo: le sue raffinate strutture già ad un primo sguardo colpiscono per la sapienza della tecnica coniugata a soggetti oscillanti tra fremente figurazione e trans – figurazione spirituale ed emotiva, in continuo omaggio alla potenza salvifica della Natura, ovvero Terra Mater, fil rouge del percorso espositivo e titolo dell’esposizione.

 

 

Il Paradiso e’ sotto i nostri piedi
cosi come sulle nostre teste

Henry David Thoreau